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CASSINO
Museo Archeologico Nazionale
Nel museo sono collocati i reperti di varie epoche, che narrano le complesse
vicende della città e della sua distruzione.
Per Visitarlo: Via del Crocefisso Cassino (FR) Telefono 0776.301168
Museo Storico Artistico Abbazia di Montecassino
Il Museo è sorto nel 1980 in occasione delle celebrazioni del XV centenario
della nascita di S. Benedetto, ha una rilevante importanza in quanto contiene
resti, documenti, ecc inerenti la storia culturale, artistica di Montecassino. Il
museo è collocato a destra dell'uscita dalla Basilica. Consigliamo la visita
l'Abbazia di Montecassino è di per sé un ricco museo di cultura, arte e storia.
Per Visitarlo: Via Montecassino Cassino (FR)
Telefono 0776.311529
Historiale
Inaugurato nell'ultimo anno in esso è possibile rivivere i momenti drammatici
della II guerra mondiale.
Per Visitarlo: Via S.Marco 23 Cassino (FR) Telefono 0776.313852
CERVARO
Museo
Demoantropologico con Sez. di Arte Orafa
Per Visitarlo : Piazza Colle 1 Cervaro (FR) Telefono 0776.367001

SANT'APOLLINARE
Torre del Castello, risalente al X – XI sec. d. C. Si trova nel Centro
Storico del paese, alle spalle del Palazzo Municipale ed è stata recentemente
restaurata in seguito ai danni subiti dal II conflitto mondiale e dai terremoti
che hanno interessato la zona.
Sepolcreto di età Romana, rinvenuto
durante gli scavi del 1994, intrapresi in località Puzzelle per la costruzione
di una nuova rete fognaria. Questi scavi hanno riportato alla luce una tomba a
cappuccina contenete uno scheletro, si presume di un uomo di 25-35 anni, e il
suo corredo funerario composto da una moneta, una lucerna ed un vaso. Ciascuno
di questi oggetti aveva nella antica Roma un significato simbolico-rituale
specifico. La lucerna, simbolicamente, avrebbe dovuto illuminare il defunto nel
suo cammino verso l'oltretomba; la moneta o "obolo di Caronte" serviva al
defunto per pagare il nocchiero infernale che avrebbe traghettato l'anima
nell'oltretomba; se essa fosse stata collocata nella bocca del defunto; invece,
collocata su altre parti del corpo, come le mani o il petto, consentiva di
determinare lo status sociale di provenienza del defunto o i beni da lui
posseduti. Il vaso o i vasellami venivano utilizzati per l'ultima libagione in
onere del defunto o per contenere profumi. Il Sepolcreto è contenuto in un
sarcofago presso il Palazzo Municipale.
Il Pozzo risalente al 1634 in
contrada Colle Ponaro.
Edicola Sacra in Località Colle di Lanza,
costruita nel 1888 e raffigurante la Madonna Immacolata. L'immagine della
Madonna Immacolata è costituita da una composizione di 15 "riggiole" o formelle
di terracotta, la cui pregevole fattura è da attribuire alla scuola campana di
fine '800. L'Edicola Sacra, per ovvie ragioni, è stata ristrutturata, cercando
di rispettare la tecnica utilizzata per la sua costruzione. Per questo è stato
chiesto l'intervento della Soprintendeza dei Beni Culturali, che ha affidato il
restauro ad Antonio Notari.
Chiesa Parrocchiale Santa Maria degli Angeli.
Monumento ai Caduti, inaugurato nel lontano 1975, e con il quale la cittadinanza
ha voluto ricordare i propri concittadini, morti durante le guerre che hanno
scosso l'Italia e il mondo. Il monumento si trova nella Villetta Comunale, in
Piazza Albiano. Un altro monumento ai caduti è stato inaugurato recentemente in
Piazza dell’Olmo sempre in ricordo dei cittadini che hanno dato la loro vita per
la patria.
Raggiungendo la Valle dei Santi, passando per Cassino, è
possibile ammirare il ponte sul Liri terminato di costruire nel 1954. Questo
Ponte consente ai cittadini dei paesi circostanti di raggiungere Cassino e la
stazione ferroviaria senza l'utilizzo della scafa o zattera, utilizzata per lo
più dagli abitanti di Sant'Apollinare che vivevano nella contrada Giunture, al
di là del fiume Liri. I contradaioli erano costretti ad utilizzare la "scafa"
per poter raggiungere il paese e trasportare il bestiame o le merci ecc. Per
l'attraversamento del Fiume era previsto il pagamento di un tassa che variava a
secondo di ciò che veniva trasportato; chi non poteva pagare in denaro pagava lo
scafaro, addetto al traghettamento, con uova, polli e formaggio ecc. Questo
traghettamento veniva effettuato dall'alba al tramonto e in casi urgenti anche
di notte e lo scafaro veniva chiamato con un urlo. Si sta pensando di
ricostruire la "scafa" per consentire ai visitatori e agli abitanti del paese di
rivivere il passato.
SANT'AMBROGIO SUL GARIGLIANO
Chiesa di San Biagio, nel cui interno è possibile vedere un Crocifisso del
Trecento e un altare barocco, provenienti dalla Chiesa di Sant'Eligio di Aversa.
Stele a ricordo di 39 vittime della guerra, visibile nel borgo di San Rocco
VALLEMAIO
Chiesa
dell'Annunziata il cui portale è del 1553 e sull'altare maggiore vi è il
trittico (sec. XVI) in cui è rappresentata l'Annunciazione con intorno i Santi.
Della stessa epoca è anche il pavimento antistante.
Da ammirare inoltre i
resti dell’antica Chiesa di San Tommaso e del Castello che si trovano in quella
parte del centro abitato, quasi completamente distrutto durante la guerra.
AUSONIA
Santuario
della Madonna del Piano (o delle Fratte), eretto nel sec. XV su una struttura
del XII. La sue edificazione si deve all'apparizione della Madonna ad una
pastorella del luogo di nome Remigarda, il 23 Aprile del 1100. Si narra che la
Madonna abbia indicato alla fanciulla il luogo in cui doveva essere edificata la
Chiesa, luogo dove un tempo sorgeva un tempio pagano.
Accanto al santuario sorgono le rovine dell'antico battistero distrutto
dall'ultima guerra e probabili resti dell'antica Aurunca.
PIGNATARO INTERAMNA
Chiesa della Madonna dei Sette Dolori, monumento nazionale con affreschi
risalenti al XIV secolo.
Necropoli Romana, zona archeologica.
Ponte Romano "del diavolo".
CASSINO
Il Colosseo o Anfiteatro una costruzione romana attribuita alla Matrona Ummidia
Quadratilia e risale al I secolo a.C. Esso fu costruito per lo svolgimento dei
Ludi gladiatori, combattimenti feroci tra uomini, detti gladiatori, generalmente
prigionieri di guerra, schiavi o condannati per reati comuni, addestrati a
combattere tra di loro o contro bestie feroci. L'Anfiteatro era un doppio teatro
costituito da una doppia cava teatrale accostata in modo tale da creare uno
spazio adatto per i giochi. Oggi dell'Anfiteatro non rimangono che dei ruderi.
Il motivo è da attribuire ai violenti terremoti che hanno colpito la città e dai
violentissimi bombardamenti che hanno devastato la città durante la seconda
guerra mondiale.
Il Teatro Romano, di cui si possono ammirare cospicui
resti del complesso strutturale, ancor oggi utilizzabile per rappresentazioni e
manifestazioni di vario genere.
La cavea, che è la zona a gradini per gli spettatori come per il Colosseo è
ricavata in parte sfruttando il declivio collinare. Essa, di forma
semicircolare, comprende le gradinate riservate agli spettatori e scende ad
imbuto fino alla parte centrale inferiore, l'orchestra.
L'orchestra, che nel teatro greco serviva ad ospitare il coro, nel teatro romano
serviva invece da platea riservata ad ospiti di maggior riguardo.
Il Teatro fu costruito in epoca augustea e dovette essere restaurato dalla
grande mecenate Ummidia Quadratilla. Il materiale edilizio è pietra non lavorata
e malta; blocchetti manufatti a forma romboidale, collocati con cura a mosaico e
in parte in mattoni. Attualmente il Teatro è un'ottima struttura utilizzabile
per manifestazioni estive, pronta ad accogliere circa tremila persone.
Il
Mausoleo o Il Sepolcro della Gens Ummidia si trova nella zona detta del
Crocifisso, presso il Teatro. Essa è stata costruita nel I sec. a.C. Nel Medioevo
quella che oggi è considerata una tomba, fu utilizzata come Chiesa e dedicata al
Crocifisso, come la sua forma suggeriva. La Chiesa fu ornata di affreschi di
tipo benedettino, per poi essere trasformata, nel 1600, dallo stile Barocco.
Dopo la seconda guerra mondiale la "Tomba" fu riportata al suo stato primitivo.
Le Terme Varroniane: La storia narra che il grande scrittore latino Marco
Terenzio Varrone si ritirò, ormai giunto alla vecchiaia, a Cassino presso il
podere, comprato dalla Moglie Fundania. Qui scrisse il "De Re Rustica", opera
costituita da tre libri scritti per la moglie, a cui dava dei consigli su come
amministrate il podere. Dell’antica tenuta non è rimasto molto, ma quello che
suscita ammirazione è la ricca vegetazione presente nelle Terme. Tale
vegetazione, costituita per lo più da Salici piangenti, è dovuta sicuramente
alle acque che attraversano le Terme; infatti in esse sono presenti due
sorgenti, dalla prima sgorga acqua bicarbonato-alcalina, la seconda è
considerata la sorgente più importante d’Italia, in quanto le sue acque
alimentano il fiume Rapido che sgorga nel Fiume Gari. Quest'ultimo in prossimità
della contrada Giunture incontra le acque del fiume Liri formando il Fiume
Garigliano.
La Rocca Janula: fu costruita per volere dell'Abate Aligerno
per difendere l'Abbazia benedettina da possibili attacchi nemici. Essa sorge su
una delle pendenza del Monte che sovrasta Cassino, Montecassino, sede di uno dei
più belli Monasteri Benedettini, presenti sul territorio. Etimologicamente la
parola "Janula" significa "Piccola Porta, infatti, in essa veniva individuata la
prima porta di accesso al Monastero. Sorgendo su una rupe, che a Nord, scende a
picco su di un torrente a valle, la Rocca risponde ai requisiti dell'arte della
guerra. Per accedere ad essa bisogna dirigersi verso la parte Ovest del Monte,
dove sale la strada che conduce all’Abbazia. Come tutti i monumenti presenti
nell'area Cassinate, la Rocca, nel corso degli eventi storici, tra cui i pesati
bombardamenti del II conflitto mondiale, e tellurici, ha subito gravi danni. Ciò
che rimane della Rocca è la Torre Aligerno e parte delle mura costruite attorno
ad essa per scopi difensivi. Lo spessore delle muraglie fa chiaramente intendere
come la Rocca sia stata protagonista di eroiche resistenze. Oggi intorno al
"Rudere" monumentale è possibile notare una folta vegetazione che si insinua tra
le sue crepe, salendo su per i muri, e rendendo più caratteristico il luogo.
Il Monumento alla Pace dello scultore Umberto Mastroianni alto undici metri,
realizzato in acciaio nelle officine di Terni, pesante circa cento tonnellate.
In posizione idonea, al fianco Sud di Rocca Janula, è visibile da gran parte
della pianura di Cassino.
L'Abbazia di Montecassino sorge sul monte
omonimo, fu fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di una antica
torre e di un tempio dedicato ad Apollo. La storia l'ha vista oggetto di
saccheggi, terremoti, distruzioni e ricostruzioni. La prima distruzione avvenne
poco tempo dopo la morte di San Benedetto ad opera dei Longobardi, che avevano
devastato tutto il territorio attorno all'Abbazia. A seguito di tale distruzione
l'Abbazia resto abbandonata per circa cinquanta anni, solo qualche monaco rimase
a custodia della tomba di San Benedetto. Molti furono i papi che presero a cuore
la sorte dei benedettini, a cominciare da papa Gregorio Magno che inviò a
Montecassino l'abate Petronace, perché ricostruisse l'Abbazia e il cenobio
benedettino.
La seconda distruzione di Montecassino si ebbe nell’883, ad opera dei Saraceni e
la ricostruzione avvenne circa settanta anni dopo ad opera dell'abate Aligerno,
incaricato dal Papa Agapito Il.
La terza distruzione di Montecassino fu causata dal terribile terremoto del
1349, che disastrosamente mandò perduto un immenso patrimonio artistico e
culturale; la ricostruzione avvenne per volontà di Papa Urbano V.
La quarta distruzione, la più tragica, avvenne durante la seconda guerra
mondiale. Tra il 15 e il 18 febbraio del 1944, Montecassino fu bersaglio di un
atroce bombardamento, che ridusse in polvere la costruzione, i suoi tesori
materiali e culturali. Nonostante la devastazione, l'Abbazia risorse per la
quarta volta nel suo luogo di origine. Gli Abati della ricostruzione sono stati
Idelfonzo rea, Martino Mastronola e l’attuale Bernardo D'Onorio.
Nella città di Cassino è
possibile visitare anche alcune chiese tra cui quelle dedicate a Sant'Antonio di
Padova, San Pietro e Paolo, San Germano, San Giovanni e San Bartolomeo.
CERVARO
Fontana delle
Quattro Stagioni, la più conosciuta, la più frequentata, è sita in piazza
Casaburi, così denominata perché in essa sono scolpiti sui lati i frutti che
durante le stagioni si possono ritrovare. La Fontana delle Quattro Stagioni, dal
1909, anno della sua erezione, è testimone silenziosa e discreta della vita
pubblica e privata di Cervaro. Molte delle manifestazioni pubbliche, civili,
religiose, culturali, si svolgono nella Piazza della "Fontana Nuova", attuale
Piazza Vincenzo Casaburi.
Fontana Fadoni, costruita a proprie spese, da
Angelo Tornassi, nel 1825, quando chiese all'allora sindaco Petrolini, in cambio
della costruzione, l'eliminazione di un bosco comunale che deturpava la visuale
e la salubrità del suo palazzo. E' collocata in un piccolo parco ombreggiato di
platani secolari, a ridosso del muro di fondo. Vi si accede da Corso della
Repubblica ed è attigua alla Villa Comunale. Il disegno architettonico è
composito: sulla parete di fondo, alta cinque metri, sono ricavati un'abside
formata con stipiti in pietra calcarea raccolti a volta, tramite chiave con
scultura dello stemma di Cervaro e la data del 1825, anno della costruzione; un
altorilievo raffigurante una conchiglia nella sua parte cava; una finestra più
in basso che immette nel profondo cunicolo di indotto dell'acqua sorgente;
ancora più in basso un pesante parallelepipedo orizzontale, calcareo, da cui
fuoriescono tre "cannelle" metalliche centrate in tre sculture, di cui una
maschera leonina centrale convessa e due conchiglie concave simili a quella
superiore grande. A piano di campagna, l’acqua è raccolta da un lavabo e si
distribuisce in due vasche laterali. Completano il gruppo scultoreo due
parallelepipedi calcarei verticali, uno a destra e uno a sinistra, di fronte a
cui sono posizionati simmetricamente due tronchi di colonne granitiche
cilindriche, verosimilmente di provenienza da costruzione romana, come ce ne
sono nell'area adiacente l'antica via Latina. La leggenda vuole che alle colonne
della fontana venissero fustigate le donne che al tempo venivano accusate di
adulterio, stregonerie, ecc.
Fontana Della Forma, la più antica delle
fontane monumentali di Cervaro, si trova in Piazza San Paolo, al lato estremo
opposto alla chiesa omonima e presso un platano secolare che ha vinto il tempo,
la guerra. Esistente dunque dal XIII secolo, fu ricostruita una volta nel 1692 e
altra volta nel 1962, come si legge nella lapide apposta sul frontone della
fontana stessa. L'ultimo rifacimento ha modificato il precedente aspetto offerto
dalla struttura in pietra, di cui sono rimasti solamente i tre mascheroni con le
rispettive "cannelle" di bronzo, il resto è stato sostituito con mattoni in
terracotta.
CORENO AUSONIO
Chiesa di S.Margherita: S. Margherita protettrice del paese, di essa si racconta
che rimase orfana di madre ancora bambina, fu affidata dal padre alle cure di
una nutrice che la educò alla fede cristiana. Il padre non condividendo le
scelte religiose di Margherita la ripudiò e a soli 15 anni Margherita preferì
annunciare il nome di Cristo fino a donargli la vita, infatti fu decapitata nel
290.
Monumento della Pace
Villa Comunale, fatta
con il famoso marmo di Coreno
Merita una visita il bellissimo centro
storico e, le altre Chiese del paese: Chiesa di S. Maria dei Vignali, Chiesa di
San Paolo, Chiesa di S. Biagio, Chiesa di S. Sebastiano, Cappella di S. Andrea,
Chiesa di S. Eleuterio, Chiesa di Sant'Erasmo, Cappella di S. Croce, Chiesa S.
Maria della Quercia, Cappella di Maria SS.ma della Civita.
ESPERIA
Il Castello.
Santuario della Madonna delle Grazie.
Torre dell'antico Monastero di S.Pietro in Foresta.
Si possono altresì visitare nel
vasto territorio del comune le chiese di Santa Maria Maggiore, a Esperia sup,
dove sono custodite, un'opera del pittore Taddeo Zuccari, la statua lignea del
protettore San Clino abate, ed un bassorilievo del 1521; la chiesa barocca della
Madonna di Loreto in cui si conserva una Madonna lignea risalente al XVI secolo
e due opere del pittore Luca Giordano. Vi sono poi le chiese di San Donato, di
Santa Maria di Montevetro, con affreschi del XV.

A Cassino e nei dintorni
sono presenti numerosi cimiteri di guerra che accolgono le spoglie mortali di
chi ha duramente combattuto nelle battaglie lungo la linea Gustav. Tra questi:
Il Cimitero Polacco è situato su Montecassino, accoglie oltre 1.000 salme
dell’undicesimo Corpo d'Armata polacco. Un semicerchio di croci, un'ara ardente
di ceri e profumata di fiori, un viale di accesso verdeggiato di cipressi
austeri, due aquile marmoree a guardia e a custodia del sonno eterno dell’amico
generoso soldato polacco.
Per Visitarlo: Via Montecassino Cassino (FR)
Il Cimitero Inglese,
inaugurato nel 1956, accoglie oltre 4.000 salme. Elegante nell'architettura,
raffinato nel gusto ornamentale, sobrio e castigato nelle linee di una geometria
essenziale. La cura del limpido specchio d'acqua e dello smalto verde che
disegna i giardini dà un senso di viva presenza alle anime dei soldati sepolti.
Per Visitarlo: Via Sant'Angelo in Theodice, appena usciti dall'abitato di
Cassino (FR)
Il Cimitero Germanico accoglie oltre 20.000 caduti tedeschi
che combatterono a Cassino, nel frusinate e in altre città dell'Italia
Meridionale. E' un monumento realizzato in fusione con la natura, croci austere
piantate a circolo su un anfiteatro circolare convesso; all'ingresso due figure
umane, un uomo e una donna, dall'espressione rattristata che invitano a
riflettere sul dramma che ogni guerra porta. I figli che nasceranno da quell'uomo
e da quella donna, nel messaggio del monumento, non sian presi dal furore della
guerra e non abbiano a far piangere un altro padre e un'altra madre!
Per Visitarlo: frazione Caira a Cassino (FR)
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