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Cervaro
Sono caratteristici, monumentali, gli antichi palazzi di Cervaro. Se ne
vedono lungo il Corso della Repubblica, in via Fontana Vecchia, in via Trocchio,
a Piazza Casaburi, in via Sobborgo. Alcuni di questi risalgono al settecento e
ottocento ed hanno subito durante la seconda guerra mondiale pesanti danni. Oggi
restaurati, i monumentali edifici raccontano gran tratto di storia civile
appartenente al paese. Ai palazzi sono anche legati i nomi di antiche e
prestigiose famiglie, molti di essi sono i palazzi baronali, arrivati fino ad
oggi. A testimonianza di un passato trascorso rimangono in bella mostra sugli
archi dei portoni d’ingresso gli stemmi dei casati a cui gli antichi palazzi
sono appartenuti. Storia
La storia di Cervaro risale ad un epoca remota, infatti si inizia a parlare di
vero e proprio insediamento cervarese nel periodo dell’occupazione romana
assumendo una struttura cittadina con il fiorire di numerose ville, con una
razionale valorizzazione agricola, con il potenziamento degli assi stradali che
percorrevano il territorio. Sia la storia che la topologia sono legati a
racconti leggendari, infatti si narra che Cervaro fu fondata da Enea, eroe
leggendario fuggito da Troia per volere degli Dei Penati. Dopo varie peripezie,
sotto la guida degli Dei arrivò nel Lazio, dove fondò Lavinio, in onore della
nuova moglie Lavinia. Da questa nuova stirpe di Enea nacquero Romolo e Remo,
fondatori di Roma. Al suo arrivo nel Lazio, Enea prese possesso del territorio
che corrispondeva alla Campania Felix, fondando molte città, tra cui Ausonia,
Esperia, Cassino, Atina, Pignataro, Roccadevandro e Cervaro. La leggenda in
merito al nome narra che una bianca cerva era solita risiedere sul colle, poi
denominato Pesculum; ove sorgerà il Castello medievale. Inoltre tutto il
territorio, era frequentato da cervi, infatti Cervaro sta a significare terra
dei cervi: Cervorum o Cervarum Terra; ma anche Cervarium Terra, terra di cervari,
cioè di cacciatori di cervi. In qualche documento medievale si trova anche la
dizione Corvaru, o Corvarum, il che, se si pensa ad un errore di trascrizione,
può far pensare ad un toponimo derivante dalla presenza di corvi, che non
potevano mancare intorno alle alture rocciose di Pesculum. Ma il nome di Cervaro
potrebbe derivare anche ad un’altra “leggendaria” ipotesi: legata al colle di
Pesculum, sul quale, in tempi remoti, gli abitanti del posto avevano costruito
un tempio con un altare (ara) per celebrare riti sacri alle loro divinità. La
presenza di questo altare (ara) in una zona aspra, cioè acerba, avrebbe in
seguito attribuito il nome al comune passando da Acerba-ara a Cerbara e infine
Cervaro. Tra le antiche opere di pregevole fattura a Cervaro ricordiamo le
diverse fontane. La Fontana delle Quattro Stagioni è la più conosciuta, la più
frequentata. La Fontana Fadoni, fu costruita a proprie spese, da Angelo
Tornassi, nel 1825. Fontana Della Forma, È la più antica delle fontane
monumentali di Cervaro, si trova in Piazza San Paolo, al lato estremo opposto
alla chiesa omonima e presso un platano secolare che ha vinto il tempo, la
guerra.
Amministrazione
Sindaco: Ennio Marrocco
Comune: 0776.367255 - 0776.367456 Sito web:
http://www.comune.cervaro.fr.it
Informazioni generali
Abitanti: 7060 ca (Cervaresi) Altitudine: 267 m Festa Patronale: Maria SS.
de Piternis Giorno di mercato: Giovedì - Domenica CAP: 03044 Distanza da
Frosinone: 60 Km
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